Filtro dell'acqua in ceramica: come funziona davvero?
Dietro la sua superficie liscia, il filtro in ceramica è una vera barriera fisica da 0,5 micron. Ecco come trasforma l'acqua del rubinetto.

La filtrazione in ceramica esiste dal XIX secolo — l'ingegnere britannico Henry Doulton ne pose le basi nel 1827. Oggi è una delle tecnologie più efficaci per trattare l'acqua direttamente all'uscita del rubinetto.
Il principio: una porosità di 0,5 micron
La cartuccia in ceramica è realizzata in terra di diatomee sinterizzata ad alta temperatura. La sua struttura porosa lascia passare le molecole d'acqua, ma blocca tutto ciò che supera 0,5 micrometri: sedimenti, particelle di ruggine, cisti parassitarie e persino alcuni batteri come E. coli.
Il ruolo del carbone attivo
Al cuore della ceramica si trova un nucleo di carbone attivo, ottenuto da gusci di noce di cocco carbonizzati. Questo carbone trattiene per adsorbimento:
- Il cloro residuo e le cloramine (responsabili del gusto di piscina)
- I composti organici volatili (COV)
- Alcuni pesticidi e residui farmaceutici
- Le microplastiche fino a 1 micron
Ciò che il filtro non fa
Per onestà: un filtro in ceramica sul rubinetto non elimina né i nitrati, né i metalli pesanti in soluzione, né il calcare disciolto. Per questi problemi specifici servono altre tecnologie (osmosi inversa, scambiatore ionico). Ma per il 95 % delle esigenze quotidiane in Svizzera, ceramica e carbone attivo sono ampiamente sufficienti.
Manutenzione e durata
La cartuccia si pulisce sotto l'acqua con una spazzola morbida. Una cartuccia standard filtra circa 6 000 litri, ossia da 3 a 6 mesi per una famiglia. Nessuna elettricità, nessuna acqua sprecata, nessuna plastica da buttare ogni mese.
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